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Scopre infatti di essere un "animale
da palcoscenico" quando a sette anni nella sua prima recita
scolastica, impegnato (per la sua dizione) nel ruolo del narratore,
improvvisa da solo mezzo spettacolo nei momenti in cui avrebbe dovuto
"soltanto" narrare.
Attratto più dalla musica nel suo insieme che dallo studio di un
particolare strumento (e dallo studio in senso lato), inizia
giovanissimo (e interromperà giovane) a frequentare il corso di oboe
presso l'Istituto Musicale "Vivaldi" di San Benedetto del
Tronto, dedicandosi in particolare ai generi rock e blues, che
purtroppo mal si conciliano con lo strumento prescelto.
Acquistata finalmente una tastiera marca GEM inizia a dedicarsi allo
studio delle canzoni di Lucio Battisti, cosa che comporta
necessariamente l'apprendimento dell'arte chitarristica e l'inizio del
grande amore (in senso strettamente artistico). Contemporaneamente si
cimenta nella messa in scena della commedia shakespeariana "Le allegre
comari di Windsor", insieme ai suoi compagni e professori, riscuotendo
un inatteso successo.
Ma è tempo di iniziare il liceo
presso il Ginnasio "G. Leopardi" ove avviene l'incontro con
Filippo Cagnetti, con il quale inizia una proficua collaborazione
dalla quale scaturiranno opere come "Penuria di peluria" o "E
dammi..." e altre perle.
Terminato il liceo (e siamo ai giorni nostri, dieci anni in più o
dieci anni in meno), alterna l'università allo studio e
all'insegnamento (privatamente e forse indegnamente) della chitarra.
Negli anni 1998/99, trascinato
dall'entusiasmo della cara amica Maria Pia Francucci, diviene prima
socio del Centro Missionario della diocesi di S. Benedetto del Tronto
e redattore del periodico "La Croce del Sud" (i due "incoscienti"
partono anche per un'esperienza di missione in Africa); poi membro
dell'associazione Cantafiabe, della quale è anche consigliere.
Nell'estate del 1999, dunque, torna a calcare le tavole (anche se si
tratta delle solide ma traballanti "Kauffmann") di un palcoscenico,
interpretando (in virtù del suo "look" biblico) il ruolo di Giuseppe
nel "musical" intitolato appunto "Il
sogno di Giuseppe". A causa di questo ruolo comincia a essere
riconosciuto per strada e a essere chiamato "Giuseppe": per evitare
confusioni è costretto a tagliarsi i capelli.
Nella successiva rappresentazione, "Smascherando"
propende per il "turn over" e lascia spazio ai ragazzi meno impegnati
nel precedente lavoro. Esordisce così nell'inedito (e scottante:
provare per credere!) ruolo di operatore luci.
Animato dall'esigenza di
approfondire lo studio della recitazione e dell'arte teatrale,
partecipa al corso organizzato dalla compagnia "Fiori di ciliegio"
che si conclude con la messa in scena della famosa opera di Edmond
Rostand "Cirano", nella quale interpreta proprio il nasuto e
irascibile spadaccino.
Infine è di quest'anno la sua partecipazione nel musical "Favolescion",
in cui interpreta il ruolo di... Beh, lo saprete quando sarete in sala
ad applaudirci!
Chi lo sa se in futuro riuscirà a
laurearsi in Lettere; chi lo sa se riuscirà a diplomarsi in
Chitarra... Forse lo scopriremo proprio dalle pagine di questo sito!
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